“Caro, queste parole scritte non le leggerai mai, lo so, ma ho bisogno
di comunicare anche in modo diverso con te, mi manchi.
Ormai, da circa 7 anni, nella nostra vita è entrata questa terribile
parola: Alzheimer.
C’è voluto tutto il mio amore, la mia forza d’animo, per accettare
ciò che comporta tale malattia: le continue dimenticanze addirittura
del mio nome o quello dei tuoi figli, i tuoi silenzi, le tue stranezze.
Mi manchi, anche se trascorriamo giornate insieme, non parliamo
più.
I nostri figli stanno poco a casa con noi, però devi sapere che ti
vogliono un mondo di bene, manchi tanto anche a loro.
Ho imparato a vivere giorno per giorno senza più fare progetti di
vita a lungo termine, come facevano quando stavi bene.
30 anni di matrimonio testimoniano la grandezza del nostro
amore, e questo mi dà la forza di continuare a volerti bene”.
TUA MOGLIE*

* Anonima residente ad Aversa.

 

Ti scrivo…
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