Prevenzione diagnosi

Degli studi hanno dimostrato che conservare delle attività intellettuali come la lettura, giochi che fanno lavorare il cervello come le parole crociate e avere un’attività fisica (passeggiate, bricolage…) hanno un forte effetto preventivo sulla malattia d’Alzheimer.
Adottare un’alimentazione ricca in frutti aiuta a prevenire la malattia d’Alzheimer. In effetti, i frutti contengono numerosi anti-ossidanti. Questi ultimi hanno un effetto molto favorevole per la prevenzione della malattia. Il vino rosso, anche ricco in anti-ossidanti può ugualmente prevenire questa malattia.
Smettere di fumare! Soprattutto se siete un forte fumatore tra i 50 e i 60 anni, il rischio di soffrire di morbo di Alzheimer 20 anni dopo, raddoppia (leggi anche la sezione cause Alzheimer).
Uno studio molto interessante pubblicato a luglio 2011 in occasione della Conferenza Internazionale dell’Associazione Alzheimer (AAIC), ha mostrato come, secondo un modello matematico costruito dai ricercatori dell’Università della California (San Francisco), una riduzione del 25% dei fattori di rischio modificabili potrebbe prevenire più di 3 milioni di casi di Alzheimer nel mondo.

Tali fattori di rischio, in parte già menzionati in precedenza, sono:

– livello d’istruzione basso (19%), l’attività intellettuale sembra avere un effetto protettivo. E poi:
– tabagismo (14%)
– inattività fisica (13%)
– depressione (11%)
– ipertensione (5%)
– obesità (2%)
– diabete (2%)
Come avrete capito, per prevenire il morbo di Alzheimer, si tratta di ridurre al massimo questi 7 fattori di rischio.

La diagnosi della malattia in genere è clinica e avviene tramite la conferma del deficit cognitivo tramite esami neuropsicologici e l’esclusione di altre cause di demenza come la demenza vascolare, la demenza a corpi di Lewy, la demenza fronto-temporale, l’idrocefalo normotensivo o altre patologie cerebrali. La diagnosi non è sempre univoca, in quanto si possono associare più di una patologia, non è rara ad es. l’associazione di una demenza Alzheimer con una demenza ti tipo vascolare. La diagnosi richiede perciò un esame neuroradiologico (TAC o meglio risonanza dell’encefalo), mentre PET e SPECT possono avere un ruolo complementare, ma non sono esami essenziali. Richiede anche alcuni esami del sangue, tra cui la determinazione dei livelli plasmatici della Vitamina B12 (stati deficitari di Vitamina B12 possono raramente causare o facilitare una demenza) e l’esclusione di un’ipofunzione tiroidea. Un accertamento completo deve includere anche i fattori di rischio per la demenza Alzheimer e le demenze vascolari (glicemia, emoglobina glicata, colesterolo e trigliceridi). Importante infine valutare l’eventuale presenza di una sindrome depressiva come causa principale o parziale del deficit cognitivo e di accertare che non vengano usati farmaci che possono ridurre le capacità cognitive come ad es. farmaci antidepressivi triciclici, neurolettici, antistaminici e altri.