Costi della malattia

La malattia di Alzheimer non è solo una delle più diffuse patologie nel mondo occidentale, ma è anche una delle più costose. La malattia di Alzheimer, già al comparire dei primi sintomi quali problemi di memoria, di linguaggio, di calcolo, di orientamento, richiede la presenza di un caregiver. Il termine (letteralmente “colui che dà cura”), si riferisce di solito ad un familiare o, sempre più spesso ormai, ad una persona pagata dalla famiglia per dare supporto al malato. Il costo del caregiver che, in termini di economia sanitaria, si definisce indiretto, è proporzionale al tempo necessario a sostenere il paziente nelle attività più complesse del quotidiano, prima, ed in tutte o quasi, poi. Indiretti sono anche i costi indispensabili per rendere l’abitazione sicura (ad esempio, sostituire la vasca con una doccia, inserire dispositivi di allarme per il gas ecc). I costi diretti, invece, sono quelli per servizi sanitari e visite mediche necessari per la diagnosi e il monitoraggio della condizione del paziente (farmaci, controlli medici, ricoveri e istituzionalizzazione). Oltre a costi diretti ed indiretti esistono, poi, i costi detti intangibili, che sono quelli legati alla sofferenza dei pazienti e dalle famiglie. Si tratta, come la parola stessa indica, di costi immateriali e, dunque, difficili da calcolare e che sono spesso esclusi, ingiustamente, dai calcoli sul costo totale di una determinata patologia.
I costi della malattia di Alzheimer, sono destinati ad aumentare vertiginosamente nel prossimo futuro.
L’unica strategia attualmente percorribile per ridurre il drammatico impatto economico della malattia in questione è diagnosticarla prima possibile ed iniziare tempestivamente una terapia che porti a stabilizzarne i sintomi. Così facendo i costi che famiglie e società saranno chiamate ad affrontare potranno diminuire concretamente.