ArteMusiCafèAlzheimer

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UniCredit Factoring ha messo a disposizione complessivamente 300mila euro per sostenere quattro progetti di altrettante Onlus, selezionate tra le 33 candidate, che hanno ricevuto ciascuna 60mila europer la realizzazione di nuovi Alzheimer Caffè in tutta Italia. Napoli, Palermo, Torino e Verona sono le città dove gli Alzheimer Caffè consentiranno, tanto alle persone affette dalla patologia quanto ai loro familiari, di sperimentare una forma di supporto innovativa.
«Grazie al sostegno di UniCredit Factoring e di UniCredit Foundation  – ha dichiarato Caterina Musella, Presidente AIMA Napoli Onlus Sezione Campana – con questo progetto  “ArteMusiCafèAlzheimer”  l’approccio olistico del modello AIMA…Amiamoci si arricchisce  di nuove opportunità per la persona con Alzheimer e per la sua famiglia: momenti d’incontro terapeutici tra famiglie e professionisti del settore, per informarli sulla malattia e sull’utilizzo appropriato delle risorse territoriali,  ma anche e soprattutto luogo di socializzazione per la persona con Alzheimer, di stimolo e creatività per valorizzare le loro capacità residue attraverso laboratori  di stimolazione cognitiva, musica, arte terapia, lettura e scrittura narrativa, emozioni…..perchè l’Alzheimer  può rubare la mente ma non il cuore»Gli Alzheimer Caffè si contraddistinguono per l’assistenza a tutto tondo in favore di chi è colpito dalla malattia fornendo spazi dove i malati e i loro familiari possano fruire di incontri periodici e strutturati e beneficiare dei servizi di sostegno di cui necessitano. Il bisogno sociale cui gli Alzheimer Caffè vogliono rispondere non si ferma, infatti, alle necessità del malato, ma abbraccia anche quelle dei suoi familiari, che si trovano ad affrontare, oltre al carico pratico ed economico dettato dalle esigenze dell’assistenza, anche oggettive difficoltà psicologiche dovute al progressivo decadimento fisico e cognitivo dei propri congiunti.

UniCredit Foundation opera da alcuni anni con l’intento di promuovere un modello di Alzheimer Caffè in Italia, attraverso la collaborazione con il Prof. Marco Trabucchi e il Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia. Questi centri propongono un nuovo approccio alla conoscenza della malattia e del malato, facendo emergere una visione ‘sociale’ delle demenze, tesa a collocare l’ambito patologico del disturbo in una dimensione quotidiana e sostenibile anche per il caregiver. Contestualmente, la sostenibilità nel lungo periodo delle iniziative è stato uno dei criteri guida nell’assegnazione dei finanziamenti, affinché i benefici apportati dai Caffè possano durare nel tempo.

«E’ in questo momento particolarmente complesso, caratterizzato da difficoltà economiche e da un crescente disagio sociale, e collegato all’invecchiamento della popolazione – afferma Renato Martini, Amministratore Delegato di UniCredit Factoring -, che iniziative di attenzione verso la dimensione umana devono assumere valore di necessità. Credo infatti che solo un impegno civile quotidiano e investimenti nel Welfare possano mutare l’attuale situazione». «Mi piace pensare – conclude Martini – che i quattro nuovi Alzheimer Caffè non siano solo un nostro piccolo aiuto alle difficoltà che i familiari dei malati devono giornalmente affrontare ma, anche, l’inizio di un processo di risveglio delle coscienze nei confronti di una tematica così importante».

«Ormai da qualche anno – ha aggiunto Maurizio Carrara, Presidente di UniCredit Foundation – abbiamo adottato la scelta strategica di contribuire in modo sistematico alla creazione e al potenziamento di una rete di assistenza per le persone affette da disturbi neurodegenerativi legati soprattutto all’invecchiamento, offrendo supporto ai familiari dei malati e alle persone che quotidianamente se ne prendono cura. Con la nostra attività vogliamo concorrere a costruire dei modelli virtuosi, che possano essere ripresi da altre realtà, sia  pubbliche che private, perché riteniamo che il problema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sarà una delle emergenze che potrà mettere a dura prova la coesione sociale delle nostre comunità nei prossimi decenni».

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