Un nuovo studio sul rapporto tra istruzione e demenza (Centro Maderna)
Negli ultimi decenni molte ricerche hanno dimostrato con una certa coerenza come più a lungo si studi nella prima parte della propria vita più basso sia il rischio di sviluppare demenza in terza età. Tuttavia, uno studio recente realizzato in collaborazione da un team di ricercatori Inglesi e Finlandesi ha riscontrato, grazie ad un’indagine post mortem, come entrambi le categorie di persone, sia quelle che avevano ricevuto una maggiore istruzione che quelle che non avevano studiato, presentassero gli stessi segni di demenza nel cervello, vale a dire avessero sviluppato lo stesso livello della malattia, nonostante ne manifestassero i sintomi in modo diverso. Rebecca Wood, amministratore delegato dell’Alzheimer’s Research Group ha spiegato: “Durante la demenza le proteine si accumulano nel cervello e le cellule nervose vengono danneggiate. Questa ricerca suggerisce che lo studio non è in grado di fermare tale fenomeno ma permette al cervello di affrontare meglio questo processo e ne allevia l’impatto”. “Le ragioni di questa differenza non sono ancora note”, aggiunge la dottoressa Ruth Sutherland, amministratore delegato dell’Alzheimer’s Society, “forse le persone che studiano più a lungo sviluppano una maggior adattabilità ai cambiamenti associati alla demenza, oppure riescono a trovare il modo per meglio gestire o nascondere i propri sintomi più a lungo, ma il messaggio, in ogni caso, sembra essere lo stesso, studiate il più a lungo possibile.”
27/07/2010



