La newsletter della FCA (Family Caregiver Alliance) segnala che l’Alzheimer Society canadese ha da poco pubblicato una ricerca condotta da RiskAnalytica, Rising Tide: The Impact of Dementia in Canada. In questa relazione si analizzano quelli che saranno gli effetti sul piano sanitario ed economico della crescente incidenza delle demenze. Si stima che nei prossimi trent’anni il numero di ore di assistenza informale sarà destinato a triplicare e che per il 2038 ci saranno 257.800 nuovi casi l’anno contro i 103.700 del 2008. Nel resoconto vengono anche rivolte agli enti preposti cinque raccomandazioni d’intervento per una strategia nazionale contro la malattia, nel senso di: 1)un’accelerazione negli investimenti in tutte le aree di ricerca sulla demenza, 2)un riconoscimento dell’importanza dei caregiver informali, 3)un maggior riconoscimento dell’importanza di prevenire ed intervenire nelle fasi iniziali, 4)più assistenza integrata, 5)un rafforzamento del personale.
In Canada come in Francia, Inghilterra, Scozia Olanda, Norvegia e Australia ci si sta accorgendo che l’Alzheimer è un’emergenza sociale e si stanno predisponendo dei piani nazionali d’intervento. L’Italia spesso esterofila dovrebbe provare ad esserlo anche qui.